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"La paura mangia l'anima". Artisti e cittadini insieme al Teatro delle Spiagge

Domenica 26 febbraio al Teatro delle Spiagge non va in scena solo uno spettacolo, ma un vero e proprio progetto drammaturgico aperto alle comunità del quartiere: un intenso momento di condivisione che unisce teatro e socialità, s’innesta in una comunità e cerca, attraverso il linguaggio della scena, di ricreare un collante comunitario che, nel contesto storico e culturale che stiamo vivendo, è andato perduto.

Al centro del lavoro c’è film “AngstessenSeeleauf” (La paura mangia l’anima) di Rainer Werner Fassbinder,” (1973), scritto e diretto dal grande regista tedesco subito dopo l’attentato del gruppo Settembre Nero, durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. Il valore della sua intuizione non risiede solo nell’aver smascherato l’ipocrisia tedesca di quel tempo, ma nell’aver saputo raccontare come sia nato quello che possiamo oggi definire post-razzismo. Il post-razzismo, non solo tedesco ma europeo, fenomeno sociale purtroppo ancora attuale, trova le proprie ragioni in luoghi sociali ben definiti, semplici bar o la rampa di scale dove un gruppo di donne delle pulizie, nei pochi minuti di pausa loro concessi, accusa tramite stereotipi e luoghi comuni ciò che considerano diverso, elevandolo a causa – ed effetto – della loro condizione precaria.

“La paura mangia l’anima” (o, letteralmente, “Paura mangiare tutta anima”) è intesa come una tragedia: due protagonisti e un coro, recitazione scarna, realistica, la lezione di Brecht irrinunciabile. Ali ed Emmi, lui extracomunitario, lei donna non più giovane e comunque molto più anziana di lui, sono due persone che, secondo una legge sociale non scritta ma “sacrosanta”, dovrebbero tenersi a distanza. Invece i due si incontrano, si cercano, si amano, si sposano addirittura, annullando – contro tutti i tabù – la distanza che la società vorrebbe imporre loro. La società, i bravi cittadini, non rimangono a guardare, reagiscono. E lo fanno con la distanza, unica difesa immunitaria per la sola società che sembra loro possibile: una società impaurita, incapace di accettare i diversi. Li giudicano, li evitano, fanno di tutto per espellere questi due esseri umani così diversi, virus refrattari alla normalità, mettendo in atto una difesa immunitaria così forte che potrebbe causare la morte stessa della società “democratica”, che sembrano voler difendere. Il trauma del diverso viene superato solo nel momento in cui la convenienza “prende il posto del ribrezzo”, come dice uno dei personaggi. Il risultato è un testo teatrale più che mai attuale, monito – come il film – a una società nella quale la paura si nutre dell’anima stessa fino a divorarla.

Dal 2021 Laboratori Permanenti in collaborazione con Theater Rotwelsch di Stoccarda, lavora all’elaborazione teatrale dal film di Rainer Werner Fassbinder,” e lo presenta per la prima volta nei teatri italiani. La traduzione e la regia sono affidate ad Alberto Fortuzzi, gli interpreti principali sono Caterina Casini, Wael Habib; il resto del cast è costruitocon attori del territorio, allievi della scuola dei teatri ospitanti e dai cittadini interessati dei luoghi di volta in volta coinvolti. Il progetto è stato in residenza a Sansepolcro (Ar) a maggio e agosto 2021, a Officine Caos di Torino a luglio 2021, con Diesis Teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine (Ar) settembre/ottobre 2021 e con SettimoCielo presso il Teatro La Fenice di Arsoli (Rm) ottobre 2021. A luglio 2022 La paura mangia l’anima è stato ospite al Festival Internazionale di Teatro ANFASSE di Marrakech.

La stagione del Teatro delle Spiagge ha la direzione artistica di Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli e la direzione organizzativa di Cristian Palmi, ed è realizzata anche grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze nell’ambito delle programmazioni culturali finalizzate a potenziare l’inclusione sociale delle periferie.


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